Caisse Formula: le erbe

RADICE DI BARDANA

Nome Botanico: Arctium lappa, A. Minus.

Nome comune: Bardana.

Descrizione: pianta erbacea biennale che nel primo anno emette solo alcune foglie basali, cordate ovate a margine dentato, molli verdi e glabre nella pagina superiore. Il secondo anno produce un fusto fiorale eretto alto da 50 a 200 cm. I fiori sono di colore rosa violaceo. Gli acheni oblunghi e compressi, grigio brunastri con macchie nere e pappo a setole brevi. Fiorisce fra luglio e agosto. Tempo balsamico: si utilizzano le radici e talora anche le foglie. Le radici si raccolgono nell’autunno del primo anno vegetativo e nella primavera del secondo, prima dell’emissione dello scapo fiorale. Le foglie si raccolgono fra la primavera e l’estate del secondo anno, prima della comparsa dei fiori.

Proprietà e indicazioni: la Bardana è conosciuta come un eccellente rinforzante del sistema immunitario. Un tonico per il fegato, per i reni e i polmoni. E’ un purificatore del sangue con la capacità di neutralizzare le tossine e pulire il sistema linfatico. E’ provata la sua azione antibatterica e antimicotica come i suoi composti tumore-protettivi. Costituisce un ottimo rimedio utilizzabile sia internamente che esternamente per il trattamento delle più comuni affezioni cutanee. Ha note proprietà diuretiche, stimolanti delle funzioni epatobiliari. Utilizzata internamente esplica una discreta azione antidiabetica-ipoglicemizzante data dalla contemporanea presenza nella radice di Inulina (fino al 45%) e di vitamine del gruppo B che interagiscono nel metabolismo glucidico. In oriente è usata per le sue proprietà rinforzanti e nutritive. In Cina è citata col nome di “Niu bang” come rimedio dal 502 dopo Cristo. Era usata dalle tribù indiane d’America Mimac e Menomonee per le malattie della pelle. La medicina Ayurvedica la conosce per la sua azione sul tessuto del sangue e del plasma ed è usata per le allergie della pelle, le febbri, e per i calcoli renali. Molti studi scientifici hanno dimostrato l’attività antitumorale della Bardana sugli animali. Il termine “fattore Bardana” fu coniato dagli scienziati della scuola di medicina Kawasaki, Okayama, Giappone. In studi di laboratorio fu scoperto che il “fattore Bardana” era attivo contro il virus HIV (il virus dell’AIDS). L’inulina contenuta nella Bardana ha il potere di stimolare la superficie dei globuli bianchi aiutandoli a lavorare meglio.

CORTECCIA DI OLMO ROSSO

Nome botanico: Ulmus Fulva.

Nome comune: Olmo Nordamericano o olmo rosso.

Descrizione: il suo Habitat è l’America del Nord, parte centrale e nord degli USA e est del Canada. Cresce in terreni sia umidi che secchi, lungo i fiumi o in cima alle colline più alte. Si distingue per la ruvidezza dei lunghi rami. Può raggiungere i diciotto metri di altezza. Le foglie verde scure o giallognole sono coperte da una peluria gialla e hanno la punta arancio. La corteccia è molto rugosa. Le proprietà curative sono contenute nelle fibre della parte interna della corteccia che viene usata fresca o secca per essere polverizzata.

Proprietà e indicazioni: la mucillaggine della corteccia favorisce la decongestione delle articolazioni rendendola ottimo rimedio per l’artrosi. La corteccia di O.R. è anche indicata per tosse, faringiti, problemi neurologici, stomaco e intestino. Contiene inulina che aiuta il fegato, la milza e il pancreas. Aiuta la minzione, diminuisce i gonfiori e agisce come lassativo. La medicina cinese la catalogò nel 25 A.C. come ottimo rimedio per le ulcere, la diarrea e il meridiano del colon. Per l’Ayurveda è nutritiva, emulsionante ed espettorante. Indicata per debolezza, emorragie polmonari e ulcere. Ottimo tonico polmonare, si può usare con persone sofferenti di malattie polmonari croniche.

ACETOSA

Nome botanico: Rumex acetosella.

Nome comune: Acetosa o Erba brusca.

Descrizione: pianta erbacea con radice fittonosa ben sviluppata e cauli robusti eretti, alti da 50 cm a un metro ramosi alla sommità con rami corti ed eretti. Foglie basiliari allungate che assomigliano a orecchie di cane di colore verde intenso che denota la grande concentrazione di clorofilla. Fiori in pannocchia densa, lunga e stretta. Tempo balsamico: si usa tutta la pianta prima che fiorisca al secondo anno di vita.

Proprietà ed indicazioni: l’erba quando è giovane e allo stato fresco agisce come diuretico e purificatore del sangue. L’erba aiuta il fegato, l’intestino, previene la distruzione dei globuli rossi ed è usata come antitumorale. La clorofilla contenuta nella pianta porta ossigeno alle cellule rinforzando le loro pareti, aiuta a rimuovere i depositi nei vasi sanguigni e aiuta il corpo ad assorbire più ossigeno. La clorofilla può anche ridurre i danni da radiazioni e riduce i danni ai cromosomi. Si usa per malattie infiammatorie, tumori, malattie del tratto urinario e dei reni. Per l’alto contenuto di vitamina C le foglie vengono usate per la cura di forme di avitaminosi, nell’anemia e nella clorosi.

RADICE DI RABARBARO

Nome botanico: Rheum Palmatum.

Nome comune: Rabarbaro cinese o rabarbaro indiano. Si utilizza la radice delle piante più vecchie private del periderma.

Descrizione: Assomiglia alla varietà da giardino (rheum rhaponticum) ma è molto più forte nella sua azione terapeutica. Si riconosce per la sua radice conica, carnosa con una polpa gialla. Le foglie hanno sette punte e la forma di cuore. E’ coltivato in Cina e Tibet a scopo decorativo e medicinale.

Proprietà e indicazioni: il rabarbaro è conosciuto in oriente da migliaia di anni. Il suo nome cinese è “Da Hung” e quello ayurvedico è “Amla Vetasa” con azione sul tessuto del plasma, del sangue e del grasso. Viene usato principalmente per la sua azione lassativa e astringente e come forte purgante. In dosi minori si usa contro la diarrea e per stimolare l’appetito. In dosi maggiori come purgante. L’erba stimola il colon, promuove il flusso della bile, elimina le stasi riequilibrando le funzioni dello stomaco e del fegato. E’ usato come tonico: per lo stomaco, per aiutare la digestione, come purificatore del fegato, come antitumorale, per l’ittero e per l’ulcera . De Sylva nota che l’acido crisofanico contenuto nella pianta è responsabile della rimozione della sostanza viscida e e mucosa che circonda i tumori, permettendo ai costituenti delle altre erbe di avere accesso alla massa. Avvertenze: è controindicato durante la gravidanza

TRIFOGLIO

Nome botanico: Trifolium pratensis.

Nome comune: Trifoglio pratense.

Descrizione: pianta erbacea perenne, con radice a fittone e cauli cespugliosi eretti o ascendenti (10-90 cm). Foglie alterne trifogliate. Fiori raccolti in capolini sferici e ovati, sessili o brevemente peduncolati, circondati dalle foglie. Frutto a legume opercolato, incluso nel calice persistente. Fiorisce da maggio a settembre.

Proprietà: agisce su sangue e plasma e sul sistema linfatico, sanguigno e respiratorio. Ha azione diuretica, espettorante antispasmodica. E’ usato per tosse, bronchiti infezioni e tumori. E’ un purificatore del sangue. In India è usato per favorire la latteazione delle perpuere ed è un tonico uterino (favorisce il ristabilirsi dell’utero dopo il parto). De Sylva nota che la sostanza contenuta ne trifoglio chiamata Genisteina ha l’abilità di inibire la crescita dei tumori e che questa sostanza provvedeva all’effetto anticancro della formula Hoxey usata circa cinquant’anni fa per la cura del cancro.

PIANTAGGINE

Nome Botanico: Plantago Major.

Nome comune: Piantaggine.

Descrizione: pianta erbacea perenne, a caule con rizioma corto dal quale dipartono numerose radici sottili. Foglie basali ampie disposte a rosetta. Inflorescenza a spiga cilindrica lineare, densa (8-18 cm) su scapi fiorali nudi. Il frutto è una pisside ovale-oblunga contenente numerosi semi neri angolosi.

Tempo balsamico: si utilizzano le foglie e i semi; le foglie si raccolgono ben sviluppate da giugno ad agosto, i semi da luglio a settembre, recidendo le spighe quando assumono colorazione brunastra.

Azione: agisce sul sistema tiroideo e paratiroideo coinvolgendo in una dinamica di informazioni moderatrici la circolazione linfatica e quella sanguigna, il sistema osseo (regolando l’equilibrio calcio fosforo), il sistema muscolare in generale, gli organi genitali e l’eccitabilità nervosa. Esternamente ha proprietà emostatiche, batteriostatiche, astringenti e antioftalmiche. Internamente ha proprietà astringenti, emollienti, decongestionanti, antiflogistiche, antisettiche, depurative, diuretiche (blande), ematopoietiche (ricostituenti del sangue), emocoagulanti e regolatrici dei flussi. De Sylva fa notare che si tratta dell’erba che le manguste in India usano quando vengono morse dal cobra. In America la varietà dalle foglie lunghe è chiamata “maestra del serpente a sonagli” e veniva infatti usata per neutralizzare il veleno dei serpenti a sonagli.

FRASSINO SPINOSO

Nome botanico: Xanthoxilum fraxineum

Nome comune: Frassino spinoso.

Descrizione: il frassino spinoso è un piccolo albero che cresce nella campagna nordamericana. Ha foglie pinnate e rami alternati che sono coperti da spine dure e affilate, spesso le spine sono presenti anche sulla corteccia e sulle foglie. Appartiene alla famiglia delle Rutacee. Tutte le piante di questa famiglia hanno qualità aromatiche e pungenti. Le bacche sono raccolte in grappoli sulla sommità dei rami. Sono nere o blu scuro e racchiuse da una noce grigia. Le foglie e le bacche hanno un odore aromatico simile all’olio di limone. Si utilizzano la corteccia e le bacche.

Proprietà e indicazioni: chiamato “Tumburu” dagli indiani nella medicina Ayurvedica e “Hua Jiao” dai cinesi. Ha azione stimolante, carminativa, alterativa, antisettica, antielmintica e analgesica. E’ indicato per digestione debole, dolori addominali, raffreddore cronico, lombaggine, reumatismi cronici, affezioni cutanee, vermi, infezioni da microorganismi e artrite. E’ un potente disintossicante e purificatore del sangue. De Sylva aggiunge: “…ha una storia nella cura della tubercolosi, colera e sifilide. Recenti ricerche hanno identificato una classe di sostanze conosciute come Furano-coumarins. Mentre le ricerche continuano, si riscontra una sua forte azione sul cancro. E questo mi chiarisce l’insistenza dell’uomo medicina incontrato sull’isola di Manitoulin perché lo inserissi nella CAISSE FORMULA.”

NB: Le informazioni qui riportate non vogliono sostituirsi a parere medico